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Café Letterario

 La Stroncatura

E va bene: chi scrive è di parte. Dichiarata, poi. Filo Israele tanto da aver fondato, con un gruppo di amici, Chenàbura. Associazione di amicizia sardo-israeliana. Quindi, sarei il meno indicato a stroncare ‘Sposata ad un altro uomo: Israele e la questione palestinese’ di Ghada Karmi. Troppo facile. Troppo semplice. E via, la cosa puzza pure un poco di cattiva fede…
Il problema, invece, è che stroncare questo libro. è davvero troppo facile. Perché parte dalle solite accuse ad Israele dei pallestinesi. Che poi sarebbero i palestinesi quando si mettono a spacciar palle per verità. E la Karmi, pallestinese nata a Gerusalemme, dipinge lo Stato Ebraico come colonizzatore, razzista, incarognito in una pulizia etnica devastante, e via peggiorando.
Un’immagine, questa di un Israele carogna, molto cara pure ad un certo demi-monde giornalistico italiano che ha come portabandiera cronisti immaginifici come Vittorio Arrigoni. Lo ricordate? Massì: è quel bravo cronista che scriveva, seduto in un bar di lusso a Gaza e con in mano un ottimo cocktail, della fame che devasta la Striscia. Territorio occupato dagli israeliani in cui manca tutto, ma proprio tutto. Salvo, naturalmente, i rari e costosi ingredienti del beveraggio di Arrigoni. Poi, prova tu a mostrare ai tuoi lettori le foto di una Gaza stracarica di prodotti, e di merci, e pure del superfluo. Ti dicono che trucchi le foto. Trucco pure quelle tratte dai depliant turistici (!) distribuiti da Hamas per attrarre turisti a Gaza City?
Ecco, vedete: non mi riesce di rimanere serio di fronte a queste palle pallestinesi.. Ma come si può? A Gaza governano gli hamassassini. In Cisgiordania, Al-Fatah. Ed è impossibile stabilire chi tra questi due (s)governi meglio i poveri palestinesi. Niente elezioni. Niente democrazia. Niente leggi, se non quelle stabilite dai ras locali. Giustizia feroce e di parte. Con decine e decine di condanne a morte comminate dai tribunali speciali. Ma la colpa di questi orrori è di Israele. Pardon: dell’Entità Sionista che colonizza i Territori, affama il popolo palestinese, attua una terribile pulizia etnica. Non fanno ridere, i pallestinesi?
In Israele, ci sono libere elezioni. Un governo eletto. Un parlamento che funziona. Giudici tanto liberi ed indipendenti che non temono di condannare i politici che sgarrano. E mi fermo qui, che poi mi accusate di fare propaganda sionista.
Certo, e questa è l’unica cosa su cui sono d’accordo con la Karmi, Israele e palestinesi sono ancora nemici. E la guerra, per Hamas, è solo sospesa. Mi pare non sia necessario svolgere il filo di questa storia. Certo, è un dramma e una tragedia. Coinvolge due popoli. Dura da troppi anni. Come uscirne? Unica ‘soluzione giusta per un conflitto che dura da tanto tempo’, per la scrittrice araba israeliana, è quella di cancellare per sempre l’idea di dar vita a due stati, uno ebraico, l’altro palestinese. E fondare invece ‘un unico stato unitario che assicuri a tutti i suoi cittadini pari diritti, al di là delle religioni professate’. La genialata, in verità non è frutto degli studi intensi della Karmi. È la stessa che da qualche anno viene usata ed abusata dalla propaganda (essì: questa è propaganda) palestinese come soluzione finale al casino mediorientale. Ché, gli hamassassini, si sono detti: visto che le guerre le vince sempre l’Entità Sionista, visto che gli israeliani hanno sconfitto il terrorismo suicida, visto che la violenza e gli attentati non vanno più di moda, proviamo a vincere con la dolcezza. Così, da qualche tempo, ad ogni incontro pro Palestina, c’è sempre quello che tira fuori questa idea straordinaria. Tanto straordinaria, che i pallestinesi vogliono piazzarla in testa a tutti gli occidentali. Questi ‘cesareragazzi’ in sedicesimo, dopo aver sparato la solita salva di palle (Israele razzista, colonizzatore, affamatore, ammazzabambini…) sospirano vergini e santi: “stiamo cercando una soluzione giusta per il conflitto”. Che è quella che ho già detto. Un solo stato, dalla Giordania al mare. Un nuovo stato, libero, indipendente, senza distinzione di religione, giurano. E ri-sospirano, immaginandosi le delizie di questo Stato de-giudeizzato. Eggià: senza ebrei. Perché nelle concioni palestinesi, e nel libro della Karmi, manca sempre questo piccolo inciampo. Per costruire questa stupenda Utopia, bisognerà pure radere al suolo lo Stato d’Israele. E buttare in mare qualche milione di ebrei israeliani. Magari, solo quelli che rifiuteranno di vivere in ‘sto paradiso in terra. Gli altri, invece, quelli che ripudieranno il sionismo, e possibilmente pure l’Ebraismo, potranno vivere in una sorta di Eden. Copia di quello allestito in questi anni nella Striscia di Gaza da Hamas. O in Cisgiordania da Fatah. Certo, basterà che questi felici neocittadini si ricordino che a) tutti gli uomini sono uguali, ma i mussulmani sono meglio. b) la donna vale la metà di un uomo. c) i froci vanno uccisi in nome di Allah. d) la democrazia è un inganno. e) la libertà è un inganno. E mi fermo qui. Perché mi scappa da ridere.
 

Sposata ad un altro uomo. di Ghada Karmi (ed: DeriveApprodi, 2010)

Pubblicato il 4/1/2011 alle 21.20 nella rubrica Tore Pirino.

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